Pippo firma un post che racconta tutto il 2011. E abbozza l'elenco dei buoni progetti per il 2012.
Da qualche anno aspettando la mezzanotte del 31 dicembre sono solito scrivere un elenco di "più e meno" dell'anno passato e un elenco di buoni propositi. Riprendo in mano quanto scritto l'anno prima e faccio un bilancio. La fine dell'anno è bella anche per questo.
Qualcuno del PD qualche giorno fa diceva (portando un po' sfiga, a dir il vero) che "il 2011 è stato il peggior anno del decennio passato, ma sarà il migliore del prossimo".
I Maya profetizzavano che nel 2012 il mondo sarebbe finito.
Non mi azzardo a tali profezie, buone più a far paura che altro. Ho - da sempre - troppa fiducia che l'agire individuale possa plasmare quello collettivo.
Proprio per questo, sono convinto che questa crisi possa essere una grande occasione per cambiare il Paese. Ripensare e cambiare quello che ci ha portato fin qua, a partire dalla politica che - inutile negarlo - ha enormi responsabilità.
Non ci sarà la fine del mondo, ma certamente ci saranno imposti grandi cambiamenti: a noi la scelta se in meglio o in peggio.
Guardando indietro cosa prendo del mio ultimo anno? Anzitutto quella sorta di riscossa politica che ha vissuto il Paese: i referendum, le amministrative e tanti altri segnali che ci dicono che i cittadini sono esauste di ciò che è stato, ma sono anche pronte e desiderose di determinare cosa sarà.
La voglia di scegliere, finalmente.
Soprattutto qui al Nord, dove tutti davano il PD e il centrosinistra irrimediabilmente "fallito", è nata una rinnovata attenzione verso la politica. Un'attenzione che nasce dal pragmatismo e dal dinamismo di queste zone. Qui, in quello che alcuni chiamano il "profondo Nord", le persone vogliono capire qual è l'offerta politica e scegliere.
E allora ecco cosa vorrei per il 2012. Perché il PD dia una grande offerta.
Anzitutto un rinnovato mondo del lavoro. Giusto e premiante. Che non privilegi alcuni e non ignori altri. Un mondo del lavoro attento anche a chi il lavoro lo ha perso. Pare strano, ma la provincia di Varese è tra le provincie italiane che ha perso più posti di lavoro.
E allora il contratto unico e gli ammortizzatori sociali. Destinare un po' delle risorse ricavate con la riforma delle pensioni ai figli, nipoti, generi, nuore che hanno perso il lavoro oppure lo vogliono cercare.
Mi piacerebbe anche un fisco un po' più giusto.
Da un anno ho la famosa partita IVA e da un anno cerco di presentare telematicamente (perché il fisco è online, yeah), ma il programma non funziona, il call center non risponde, il cartaceo non può essere presentato, "ma-perchè-fa-queste-diavolerie?", etc. E, mentre io cerco di avere un credito d'imposta a cui avrei diritto, vado in tintoria. Il negoziante, quando gli chiedo lo scontrino, mi consegna un pezzo di carta con la scritta gigantesca "NON FISCALE".
Non è giusto. Ecco, vorrei un fisco normale. Pagare quando devi, in maniera facile.
Poi, vorrei un vero rinnovamento.
Qualcuno si dovrà assumere la responsabilità per dove siamo.
Nessuna epurazione, gogna o rottamazione.
Semplicemente un po' di dignità. Non ascoltare più che tutti "hanno vinto" e nessuno ha colpa. Che la crisi non c'era e che "non si poteva fare di più".
Mi sembra abbastanza. Auguri.