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"Non chiedetevi che cosa il vostro paese potrà fare per voi, ma che cosa voi potrete fare per il vostro paese" John Fitzgerald Kennedy
POLITICA
24 aprile 2012
Pippo For Secretary

C’è una porzione importante della torta elettorale che il centrosinistra potrebbe intercettare ma che i dirigenti del mio partito sembra non abbiano alcuna voglia di rappresentare. Mi chiedo io: ma perché? Ci vogliamo suicidare? Mi spiego meglio.

Mi sembra piuttosto evidente che in questa fase della nostra storia esiste una ‘società civilissima’ che potrebbe costituire per il centrosinistra un vero e proprio serbatoio di rinnovamento. Compito del nostro partito dovrebbe essere quello di trasformare questa energia in proposta politica, e di coinvolgere i cittadini attraverso campagne di opinione e proposte coerenti.

Ecco, provo a esprimermi meno in politichese: il Pd, per non farsi travolgere dalla dittatura tecnocratica e per non finire schiacciato dai forconi dell’antipolitica, dovrebbe sorridere e sghignazzare un po’ meno quando i nostri avversari parlano di ‘partito liquido’; e dovrebbe invece spicciarsi a trasformarsi in un partito aperto, veloce, più americano, e fatto, e guidato, non dalle stesse persone che ci guidano con risultati non folgoranti da ormai una ventina di anni. In questo senso limitarsi a dire che Beppe Grillo è un pallone gonfiato che prima o poi sarà destinato a sgonfiarsi è, a mio avviso, sintomo di un grave deficit di lungimiranza politica. I grillini sono elettori in cerca d’autore che si rifugiano dietro la maschera di un comico nell’attesa di trovare un attore migliore, e anche per questo se il segretario del mio partito non capirà che il Pd va aperto anche a queste realtà, ai famosi ‘esuli in patria’ come da definizione di Ilvo Diamanti, è ovvio che poi uno deve trarre le sue conseguenze”.

Pippo Civati in un'intervista concessa al Il Foglio.

Il alcuni casi qualsiasi commento è superfluo. Questo è uno di quei casi.


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17 aprile 2012
La botte piena

Un anonimo varesino mi scrive:

Mi fa ridere che la Finocchiaro usi l'argomentazione "senza contributi pubblici la politica diventa appannaggio dei ricchi" per evitare che non venga erogata la quarta tranche dei rimborsi elettorali del 2008.

Dal '94 ad oggi il centro-sinistra si è messo in tasca quasi 1 mld di euro (750 mln per la precisione). Negli ultimi 4 anni si è divorato 200 milioni (a fronte di quali storici risultati?).
 
E oggi ci vengono a raccontare che senza i fondi di luglio il partito muore.
Che muoia. 
In natura il più debole soccombe. Sui mercati le aziende meno virtuose falliscono. E in politica? Per i partiti la botte è sempre piena e la moglie sempre ubriaca.
 
La logica dell'anonimo varesino mi sembra ineccepibile. Ineccepibili le argomentazioni e ineccepibile la conclusione.
 
E' senz'altro vero che sarebbe uno sbaglio lasciare la politica indiscriminatamente in mano ai finanziamenti privati.
Tuttavia è un'indecenza affermare che il quantum e il modus dell'attuale sistema va bene così. E che, se si rinunciasse all'ultima tranche di quest'anno, si darebbe il passo all'anti-politica.
 
Come ricorda Pippo, questo è il tipico modo per contrastare l’«antipolitica» offrendole un argomento al giorno.
POLITICA
13 aprile 2012
Fontana, c'è da pedalare

Fontana spiega a www.radiobici.it che a Varese con le ciclabili "non stiamo assolutamente bene perché, oltre ad esserci salite e discese, ci sono strade molto strette per cui è quasi impossibile realizzare piste ciclabili all'interno della città".

Insomma, pare che Varese sia l'unica città nel mondo che ha peculiarità orografiche e stradali. 

 
Forse - mi permetto di suggerire - a Varese ciò che manca è la volontà e la visione. Perchè in altre città è proprio questo che permette ad amministrazioni assennate di superare difficoltà oggettive.

 
Anche a Torino www.radiobici.it ha condotto la stessa intervista. Torino è senza dubbio una città diversa da Varese, ma l'approccio al tema della ciclabilità e dell'ambiente sembra decisamente diverso.

 
Forza, trovate le differenze: qui Varese, qui Torino.

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POLITICA
3 aprile 2012
#liberalacadrega

Con Pippo si pensava di organizzare un bel sit-in anche a Varese, magari in Piazza Podestà sotto la sede della Lega.

Dopo il successo dell'iniziativa di sabato al Pirellone "liberalasedia", questa volta l'invito potrebbe essere rivolto ai tanti leghisti che, dopo anni di verginità presunta, si riscoprono umani.

Chissà mai che partecipi anche Roberto Maroni. Che oggi scopre il marcio e chiede giustizia. Domanda spontanea è: lui dov'era?

POLITICA
28 marzo 2012
Il boomerang (in fronte)

L'accordo raggiunto ieri dai segretari di Pdl, Pd e Terzo Polo è stato definito da Massimo Giannini un macellum.

La priorità dichiarata da anni doveva essere quella di restituire la possibilità ai cittadini di scegliere i propri parlamentari. Ecco, allora che si riacquista la possibilità di scegliere i parlamentari (metà dei parlamentari sarà eletto con collegi uninominali, permanendo liste bloccate per il rimanente), ma si perde la possibilità di scegliere la maggioranza parlamentare. Dalla padella alla brace: e qualcuno rimpiange già il porcellum.

L'indicazione del premier è uno specchietto per le allodole perchè sappiamo perfettamente che chi sarà candidato non sarà premier. Nessun partito è attualmente in grado di ottenere la maggioranza parlamentare. Ma perchè ci prendiamo in giro? E soprattutto: perchè ci prendono in giro?

Ecco il trionfo della politica delle mani libere e la morte della scelta prima del voto.

Ciò che maggiormente delude e fa incazzare è l'ottica con cui questa discussione è affrontata.

Pippo Civati la descrive così:

Ne beneficiano tutti: quelli in crisi di consenso (come Alfano), quelli dalla coalizione perennemente incerta (Bersani), quelli che si ritroveranno con pochi voti, come al solito, ma nelle condizioni di determinare gli equilibri del nuovo governo e di prendersi tutto il cucuzzaro (Casini).

Chi ne beneficia sono naturalmente i leader politici che - avvolti nei politicismi di breve periodo - perdono sempre più il contatto con la realtà. Troppo concentrati su come perpetuare la specie, pur non scontentando gli elettori, elaborano un disegno macellum. Invece di affrontare le proprie contraddizione e di scioglierle a beneficio di tutti, le mantengono e anzi le esasperano.

Attenzione, però, perchè è un boomerang. Che quando finisce in fronte fa male.

Quando gli elettori del PD - un giorno dopo le elezioni - ci vedranno andare a braccetto con Casini e, magari, con Alfano, allora capiranno che li abbiamo presi per il culo (sarebbe da dire: ancora!). E non sarà bello.

Lo dimostrano i sondaggi (vedi Diamanti) che mostrano che gli elettori del PD bocciano nettamente un alleanza con PD-Pdl-UDC, ma anche PD-Udc.

I partiti in questo devono investire in chiarezza: alleanze coerenti e dichiarate prima del voto. Esistono correttivi alla legge elettorale che vanno in questa direzione e che impediscono "carrozzoni".  Se poi il problema è politico e riguarda la maledetta "alleanza di Vasto" affrontiamo politicamente questo tema e valutiamo fino in fondo la fattibilità di questa alleanza. 

Questa proposta mira a perpetuare una politica opaca. Anzichè imparare dagli errori del passato e interpretare la volontà dei nostri elettori (che credono nel bipolarismo), ricadiamo nel vortice politicista. Male.


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POLITICA
21 marzo 2012
Pirla?

Da sempre detesto l'arroganza di chi, da una posizione di superiorità legata al suo ruolo, si fa gioco degli altri.

Per questo, l'arroganza e la presunzione con cui Formigoni spiega che dare del pirla ad un avversario politico non è reato è intollerabile e ingiusto. Non si tratta - ovviamente - di discutere sulla legittimità del termine.

Formigoni su questo sa perfettamente di fare il furbo. Si tratta della serietà, del rispetto e della decenza con cui si vive il confronto politico.

A Varese da tempo siamo abituati ad essere apostrofati dai leghisti come sfigati o pirla.

La città e la regione vengono considerati come il cortile di casa loro. Chiunque non è d'accordo è un pirla.


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POLITICA
20 marzo 2012
Ammazzare stanca
La televisione della svizzera italiana (RSI) ha trasmesso in questi giorni un documentario di Marco Tagliabue sulla mafia nel varesotto. In particolare sulla endemica presenza dell'andrangheta grazie all'attività della famiglia Zagari.
Parte del video si riferisce ad una serata organizzata a Varese da Prossima Italia per la presentazione del libro Mafia a Milano.

Un video davvero interessante. Ci si potrebbe chiedere come mai non sia stata una televisione italiana a realizzarlo. 

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POLITICA
19 marzo 2012
Territorio più intollerante del mondo

La provincia di Varese si segnala per l'ennesimo brutto episodio. Avanti di questo passo avremo il Premio Nobel di territorio più intollerante del mondo.

Si sta ricostruendo l'episodio cercando di individuare eventuali specifiche responsabilità: mi rivolgo anche all'ottimo Marco Fazio, assessore di Germignaga, comune nel cui terriorio sta la discoteca, che ha promesso un approfondimento.

Per ora mi limito a sottolineare che è necessario veramente investire in cultura e diritti per evitare qualsiasi episodio discriminatorio. La tolleranza ed il rispetto della persona sono valori universali che caratterizzano una comunità civile.

Se, assorbiti dall'individualismo, perdiamo il senso dell'altro, sia esso lo straniero, il vicino di casa o l'omosessuale, siamo tutti più poveri.


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POLITICA
2 marzo 2012
Il Movimento 5 Stelle è morto?

Dopo un grande successo elettorale, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo mostra i primi evidenti limiti della sua organizzazione.

Oggi Beppe Grillo pubblica un post intitolato "Il M5S è morto, viva il M5S".

Sostanzialmente Grillo riporta una conversazione telematica tra eletti del movimento che stigmatizzano il comportamento del leader accusato di non voler strutturare il movimento per centralizzare in controllo nella sua persona.

Questa "crisi" del movimento di Grillo le cui criticità mi sono sempre sembrate molte (facile criticare, molto più difficile applicare) non deve però distogliere dal tema tutto politico di intercettare le sincere, genuine e giuste domande che gli elettori del M5S esprimono con il loro voto.

Un lavoro politico che soprattutto il PD dovrebbe (o avrebbe dovuto) fare, accogliendo le proposte di trasperenza, innovazione, credibilità che venivano da quegli elettori.


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permalink | inviato da Andrea Civati il 2/3/2012 alle 14:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
2 marzo 2012
Il Movimento 5 Stelle è morto?

Dopo un grande successo elettorale, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo mostra i primi evidenti limiti della sua organizzazione.

Oggi Beppe Grillo pubblica un post intitolato "Il M5S è morto, viva il M5S".

Sostanzialmente Grillo riporta una conversazione telematica tra eletti del movimento che stigmatizzano il comportamento del leader accusato di non voler strutturare il movimento per centralizzare in controllo nella sua persona.

Grillo conclude:

"In questi giorni si terrà a Rimini una due giorni autoconvocata da fantomatici cittadini a 5 Stelle (chi sono?) a nome del M5S. L'elenco dei punti di discussione è degno della migliore partitocrazia con la proposta finale di un leader del M5S. Se non cambiamo, è meglio scordarci le politiche".

Questa "crisi" del movimento di Grillo le cui criticità mi sono sempre sembrate molte (facile criticare, molto più difficile applicare) non deve però distogliere dal tema tutto politico di intercettare le sincere, genuine e giuste domande che gli elettori del M5S esprimono con il loro voto.

Un lavoro politico che soprattutto il PD dovrebbe (o avrebbe dovuto) fare, accogliendo le proposte di trasperenza, innovazione, credibilità che venivano da quegli elettori.


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permalink | inviato da Andrea Civati il 2/3/2012 alle 14:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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