Ieri la Polizia ha trovato tre giovani militanti leghisti intenti a scrivere su un muro del centro cittadino "Monti buffone". Per questo sono stati denunciati per vilipendio delle istituzioni costituzionali e imbrattamento.
Questo tipo di episodi non è nuovo. Purtroppo. Da sempre la Lega Nord fa dell'affissione abusiva, dell'imbrattamento e del sistematico danneggiamento della "cosa pubblica" non solo un metodo di propaganda ma anche un motivo di vanto.
Da sempre sono convinto che questo sia un segno di inciviltà - non mi viene altra parola. Ne avevo parlato anche in campagna elettorale dove la guerra dei manifesti arriva a livelli intollerabili.
Si tratta di un'inciviltà che rovina le città e abbassa la politica a espressione di anticultura. Peraltro, è bene precisare che il Governo Berlusconi ha provveduto a sanare le multe per affissione abusiva.
Non ci si ferma, però, ad un episodio isolato di tre militanti esagerati. Si arriva addirittura all'elogio con una levata di scudi dei leghisti.
Scrive Marco Pinti, Segretario cittadino leghista:
"Un accusa così sproporzionata, questa si davvero buffonesca, tradisce il nervosismo di un sistema Italia in profonda crisi. Se una scritta sul muro spaventa il Potere costituito, allora vuol dire che la Lega all’opposizione sta seguendo la strada giusta. Hanno paura di noi e fanno bene perchè presto riusciremo a mandare a casa questo governo. Essere perseguitati per aver detto la verità deve essere solo motivo di orgoglio, sul foglio si scrive denuncia, ma si legge medaglia."
Ci sarebbe da ridere, se non fossero le parole del segretario di un partito importante e che - a Varese - esprime il Sindaco e gran parte della Giunta.
Se fossimo all'asilo, la maestra prenderebbe gli autori della scritta per le orecchie e chiederebbe: "Ma se lo facessero a casa tua?"
Una domanda che a questo punto andrebbe rivolta a Pinti.
Ipotizzo la risposta: "Voi avete paura di noi, ecco perchè ci punite. Ci perseguitate perchè sapete che presto chiuderemo quest'asilo e manderemo a casa le maestre". Accidenti.