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POLITICA
13 aprile 2012
Fontana, c'è da pedalare

Fontana spiega a www.radiobici.it che a Varese con le ciclabili "non stiamo assolutamente bene perché, oltre ad esserci salite e discese, ci sono strade molto strette per cui è quasi impossibile realizzare piste ciclabili all'interno della città".

Insomma, pare che Varese sia l'unica città nel mondo che ha peculiarità orografiche e stradali. 

 
Forse - mi permetto di suggerire - a Varese ciò che manca è la volontà e la visione. Perchè in altre città è proprio questo che permette ad amministrazioni assennate di superare difficoltà oggettive.

 
Anche a Torino www.radiobici.it ha condotto la stessa intervista. Torino è senza dubbio una città diversa da Varese, ma l'approccio al tema della ciclabilità e dell'ambiente sembra decisamente diverso.

 
Forza, trovate le differenze: qui Varese, qui Torino.

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POLITICA
15 febbraio 2012
Fontana in cattedra

Abbiamo depositato la richiesta che il Comune agisca contro i graffitari leghisti che sono stati presi in flagranza ad imbrattare il muro dell'ippodromo.

Una richiesta che ha fatto arrabbiare il Sindaco Fontana. Il Sindaco - come al solito - sale in cattedra e spiega come la nostra richiesta di risarcimento del danno sia ingiustificata. Il danno per il Comune non esiste, ecco la tesi sostenuta da Fontana. "Il PD dovrebbe studiare di più", ecco l'invito del Sindaco.

Ecco il servizio di Rete55 che spiega la posizione completa del Sindaco (a partire dal min. 6 e 30 sec).

Peccato che assieme a noi anche l'Assessore Piatti dovrebbe studiare di più. Fu proprio l'Assessore ed ex segretario leghista ad annunciare l'azione legale del Comune contro i writers.

Inoltre, il danno al Comune è evidente: la scritta non rappresenta un danno al bene? Chi pagherà la rimozione delle scritte? Ovviamente il Comune di Varese che quindi dovrà porre rimedio al danno.

E' comunque evidente che la rotta è stata di molto corretta. Ai toni elogiativi del giorno dopo sono seguite le multe irrogate dalla Polizia Locale ai tre leghisti.

 

28 novembre 2011
La Varese-che-non-c'è
Nei giorni scorsi ci siamo mossi per capire che fine avesse fatto il progetto del nuovo Teatro di Varese. Uno di quei progetti che in campagna elettorale sembrava già ultimato, ad ascoltare le parole di Lega e Pdl.

Oggi su La Prealpina il Sindaco Fontana spiega che "non c'è nessun problema: la Regione ha già dato il consenso".
Consenso a cosa? Nella procedura di variante al PRG che il Comune vorrebbe intraprendere non è necessario nessun consenso della Regione. Non si capisce dunque quale sia il consenso che dovrebbe essere dato.

Sembra, invece, essere l'ennesima dichiarazione che fa riferimento a qualcun altro per abbassare la tensione sulla Giunta. Fontana quindi dovrebbe spiegare meglio.

Abbiamo già spiegato che secondo la legge regionale dal 30 settembre 2011 nessuna nuova variante può essere approvata in mancanza dell'approvazione del PGT. L'unica eccezione viene fatta per progetti che abbiano un interesse sociale prevalente. Certamente la costruzione del Teatro è un opera di rilievo sociale. Ma certamente non lo sono i 35mila metri cubi che la società proponente ha previsto di riversare in Piazza Repubblica. In sostanza il privato costruirebbe il nuovo Teatro dietro la facoltà di realizzare questa cubatura.

E' chiaro quindi che la costruzione del Teatro non può essere realizzata con la variante al PRG. Altrettanto evidente è che questo progetto è uno dei tanti della Varese che non c'è che da anni Lega e Pdl propongono ai cittadini.

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POLITICA
29 ottobre 2011
La Giunta Clerici-Binelli

Inauguratala Giunta Clerici-Binelli. Il SIndaco Fontana sembra spesso una comparsanell'amministrazione, più interessato alle vicende nazionali e all'ANCI.

Sembramancare una guida politica e strategica che coordini gli obbiettivi. Il Sindacoappare nell'impossibilità di controllare la sua stessa maggioranza. Bastipensare al rischio che - sotto il suo sguardo terreo - il Consiglio Comunalesaltasse per due volte di fila a causa delle assenze del Pdl. Mapossibile che non si trovi nemmeno l'accordo su un giorno della settimana? Oforse vi sono altri problemi?

Daultimo l'episodio legato all'intitolazione a Giovanni Gentile di ungiardinetto. Lepolemiche infiammano in Consiglio Comunale. Ma il Sindaco non ne sapeva niente...

Insomma, l'agire amministrativoappare sempre più legato all'iperattivismo dell'Assesore Clerici (qualcuno loha definito assessore alla "casinologia") e agli interventi delfactotum urbanistico Binelli.


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POLITICA
12 ottobre 2011
Mafia al Nord: Varese isola felice?
Nel 2011 nel nord Italia sono stati confiscati 1392 beni, che equivalgono all’11% delle confische nazionali. Di questi, 248 sono aziende. Nell’ultimo anno si sono registrate inoltre 37.000 azioni finanziarie sospette, il record degli ultimi decenni.

Questo è il quadro di partenza della riflessione sulla presenza mafiosa nel nord di Italia.
Una presenza che negli ultimi anni si è mossa soprattutto a livello economico, influenzando la concorrenza, i prezzi e, più in generale, il complessivo andamento dell'economia italiana.
Tuttavia, questa "presenza" prevalentemente economica non può preoccupare meno: la penetrazione della criminalità comporta, comunque, violenza ed illegalità. Il concetto è ben esemplificato dal Sostituto Procuratore di Varese Agostino Abate: "Non si possono avere i soldi della mafia senza avere anche la mafia".

Per tenere alta la guardia, pur senza creare allarmismi, Prossima Fermata Varese (in collaborazione con Libera e ViE) ha organizzato per domani alle ore 21 una serata dedicata alla presentazione del libro Mafia a Milano. Sessant'anni di affari e delitti.
Per chi volesse avere una piccola preview del libro è interessante la visione di una puntata di Blu Notte appositamente dedicata al tema.

Saranno presenti gli autori Mario Portanova e Giampiero Rossi, che insieme ad Agostino Abate analizzeranno il fenomeno mafioso al Nord. Il sottoscritto modererà il dibattito.
L'introduzione sarà del sindaco Fontana.
La location è evocativa e importante: la Sala Consiliare del Comune di Varese.




POLITICA
5 ottobre 2011
Isola felice?

Il 14 novembre del 1997 viene pronunciata la sentenza sul maxi-processo “Isola Felice”. I giudici si pronunciano nell’aula bunker collocata negli stabilimenti dell’ex Aermacchi, luogo simbolo di Varese, a poche centinaia di metri dal centro cittadino e dal palazzo comunale.

Furono comminati 7 ergastoli ed oltre 600 anni di carcere a 52 imputati. Pubblico Ministero di quel processo è Agostino Abate che poco dopo commenta: “E' una sentenza storica per Varese. E' stata riconosciuta l'esistenza di un'associazione per delinquere di stampo mafioso ben radicata nel Varesotto che ha operato anche nel Comasco e nell'Alto Milanese”.

Crolla in quel momento il mito dell’isola felice lombarda e varesina

A quasi quindici anni di distanza da quella sentenza molti ancora si stupiscono delle infiltrazioni mafiose nel territorio lombardo. Ricordo la vibrante polemica Maroni-Saviano, tra gli altri.

Eppure, la criminalità organizzata è presente nel Nord Italia così come nella provincia di Varese. Non possiamo stupircene ma anzi dobbiamo mantenere alta la guardia.

Prossima Fermata Varese in collaborazione con Libera e Varese in Europa organizza la presentazione del libro Mafia a Milano. Sessant’anni di affari e delitti di Mario Portanova, Giampiero Rossi e Franco Stefanoni. La serata avrà luogo giovedì 13 ottobre alle ore 21 presso la Sala Consiliare del Comune di Varese in via Sacco

Sarà presente, oltre agli autori Mario Portanova e Giampiero Rossi, anche Agostino Abate, proprio il PM che inaugurò in provincia di Varese la lotta giudiziaria alla criminalità organizzata. Molto significativa è anche la presenza del Sindaco di Varese Attilio Fontana: una presenza importante perché testimonia la vicinanza delle istituzioni varesine in questa azione di sensibilizzazione. Modererà la serata il sottoscritto.

La serata sarà l’occasione per riflettere sulla storia di questi anni per giungere a valutare la situazione odierna. Sarebbe interessante trasformare la serata in un momento di condivisione e riflessione che vada al di là delle divisioni di parte.

Una sola la domanda a cui cercherà di rispondere la serata: Varese è tornata ad essere un'isola felice?

Non poteva mancare neppure l'evento facebook. La tua presenza è altamente consigliata.

POLITICA
16 settembre 2011
Alla Lega rimane solo il dio Po
Mentre gli amministratori della Lombardia e d'Italia protestavano, la Lega, il partito dell'autonomie, osservava proprio da Roma, vietando lo sciopero ai suoi iscritti.

Si tratta senza dubbio del punto più basso della parabola leghista, l'emblema dell'esaurimento del suo messaggio politico.

Infatti, la Lega è il partito nato per difendere gli enti locali e la loro autonomia, cresciuto con le battaglie degli anni 90 a favore dell'"indipendenza" tanto urlata e ostentata. 

Oggi questo percorso si conclude con un ordine, che sa più di stalinimismo che di autonomismo: un divieto ai "borgomastri", coloro che sul Sacro Suolo di Pontida ogni anno giurano fedeltà ai cittadini del Nord.

 

Proprio Attilio Fontana quest'anno recitò il giuramento di Pontida. Fontana oggi invece recita l'atto di fedeltà agli ordini, illogici, insensati e paradossali, del suo partito, ormai a tutti gli effetti assorbito e intriso delle logiche "romane" combattendo le quali era nato.

 

"Obbedisco", prununcia il Borgomastro della città simbolo del leghismo. Lo fa a denti stretti sapendo l'errore e l'assurdità del diktat. Ed è curioso che lo faccia con le parole, simbolo del Risorgimento italiano, che furono pronunciate da Giuseppe Garibaldi il 16 luglio 1866. Garibaldi, definito a più riprese dai leghisti come "negriero, mercenario e pedofilo".

E' l'ennesimo paradosso di questa vicenda che ha dell'incredibile.

 

Certo, non so se i tempi saranno brevi ma il leghismo, almeno così come lo abbiamo sempre immaginato, è all'epilogo. Dilaniato dalle lotte intestine, autoritario e settario, legato al potere. Ora anche centralista, statalista e anti-autonomista. 

E' venuto meno l'oggetto sociale leghista per impossibilità di raggiungerlo: la ditta sembra ormai in scioglimento. 

 

Ai militanti e elettori leghisti la grande amarezza di scoprire, dopo tanti anni, il bluff.

Un inganno che si cela dietro il rito dell'ampolla (che fra qualche giorno verrà replicato), del Dio Po, di Pontida e delle quattro scrivanie di Monza. Caduta l'identitaria iconografia leghista, il nulla: sparito il federalismo fiscale (missing), sparita la valorizzazione degli enti locali, sparito il coraggio di scelte politiche forti.

 

Ora della Lega rimane solo una stantia e ripetitiva ritualità, un carnevale che dopo qualche anno stanca anche i bambini.

 

POLITICA
13 settembre 2011
Fontana al bivio
La notizia arriva di sorpresa: la Lega emette un diktat al Sindaco Fontana che in questi mesi è stato in prima linea contro i tagli della manovra. "O la smetti o sei fuori", parola di Renzo Bossi che è tutto dire.

In questi mesi ho a lungo criticato il Sindaco perchè le sue posizioni esprimevano una incredibile contraddizione nella posizione della Lega. Da una parte si manifesta in piazza, dall'altra si rappresenta un partito che ha generato quella protesta: avevo parlato di comportamento schizofrenico.
A questo punto, non si può criticare la manovra in questo modo il governo senza essere pronti alle conseguenze.
Si è, quindi, finalmente di fronte alla possibilità di un chiarimento. Bisognerà capire se il Sindaco difenderà fino all'ultimo la sua battaglia, come dice in queste ore. Questa è anche una grande occasione per lui per chiarire se la sua azione è coerente o solo strumentale.

Una cosa, infatti, è certa: i tagli agli enti locali di questa manovra sono insostenibili. Portano all'impossibilità di funzionamento di fondamentali servizi essenziali per i cittadini.
Per capirne la portata si tratta di circa 3,5 milioni di euro di tagli su 21 milioni di trasferimenti totali: la matematica è impietosa.

Da parte mia, se la battaglia di Fontana sarà politica e amministrativa, la sosterrò come ho sostenuto la protesta di tutti gli amministratori locali.
Se, invece, il Sindaco si limiterà alle parole, l'opposizione non potrà che essere forte.
Siamo davvero di fronte al bivio tra la sopravvivenza sostanziale degli enti locali e il prevalere di interessi di parte.
Mi auguro che il Sindaco si schieri dalla parte dei cittadini.

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POLITICA
19 agosto 2011
Tra autonomismo e federalismo la morte degli enti locali
E alla fine arriva anche la protesta di piazza.
Il 29 agosto l'ANCI ha convocato una manifestazione di protesta a Milano.
Il sindaco di Varese Fontana, anche presidente di ANCI Lombardia, capeggia la rivolta dei Comuni contro gli ennesimi tagli che si abbattono da Roma sugli enti locali.
Ammonterebbero a 3,4 milioni di euro i tagli a cui dovrà far fronte il Comune di Varese.

Una protesta paradossale e incredibile perchè mette il primo cittadino leghista, l'uomo che a Pontida pronunciò il famoso giuramento, contro il suo stesso governo e il suo partito.
Pippo ci ricorda che questa è solo l'ultima sconfitta della Lega nella sua culla:

Il Sole delle Alpi tramonta: Bossi rinuncia a uno dei suoi comizi, la base si ribella, i sindaci protestano. Il federalismo è un lontano ricordo. I referendum e le amministrative sono andati malissimo. E gli ultimatum di Pontida di due mesi fa sono solo una cartolina: ora gli ultimatum, la Lega, li rivolge a se stessa.

A leggere le parole che oggi Fontana indirizza ai giornale nell'annunciare la protesta, non si può che avere delle conferme:

Ci sono stati tagliati i trasferimenti per oltre 4 miliardi e ne vorrebbero aggiungere altri due, ma non capiscono che in questo modo negano il sostegno dei Comuni alle fasce più bisognose della popolazione, i servizi agli anziani, alle scuole, ai disabili, alle famiglie, per non parlare della cultura, della manutenzione delle strade e del verde, dello sport, delle politiche giovanili. Oltre a questo i fondi per le politiche sociali sono stati dimezzati, quello per la non autosufficienza è stato azzerato, i tagli alle Regioni ricadranno sui Comuni e quindi sui cittadini: è questo che si intendeva col non lasciare nessuno da solo di fronte alla crisi?

Si tratta dell'ennesimo caso di auto-lamentela: a Roma la Lega approva i tagli e unanimente  difende la manovra-bis, negli enti locali gli amministratori con il fazzoletto verde urlano contro Roma ladrona e denunciano la morte delle autonomie.
Nel merito non si può che fare proprie le ragioni della protesta; tuttavia, rimane la grande contraddizione che la muove e che viene impersonata da Fontana.
Altro caso emblematico è quello di Giampaolo Bottacin, presidente leghista della provincia di Belluno e guastafeste della tradizionale "cena degli ossi" tra Bossi, Calderoli e Tremonti.
Una schizofrenia tutta leghista che sembra segnare la fine della parabola dell'autonomismo del Carroccio. 
Purtroppo la storia ricorderà la Lega come il partito che tra proclami di federalismo e di autonomia porterà alla morte degli enti locali.


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POLITICA
27 luglio 2011
Ronde a Varese: un miglioramento epocale
Il Sindaco Fontana si dice contento del servizio fornito dalle ronde varesine:
«La sicurezza nella nostra città è molto migliorata grazie ai patti della sicurezza e grazie ai volontari voluti dal ministro Maroni che pattugliano le strade di Varese»
Di cosa si parla? Venti persone (forse) che presidiano poche strade della città un pomeriggio e una sera (non sempre) alla settimana.
Un cambio epocale, in effetti. Sono grandi soddisfazioni.

Il Sindaco precisa che "
meglio poco che nulla, giusto?". Un concetto logicamente ineccepibile, amministrativamente fallimentare in prospettiva.

Vorrei capire, infatti, quale sia il progetto di sicurezza in cui il Comune si muove.
Per mesi interi pagine e pagine di giornali locali e nazionali sono state monopolizzate dal ruolo "salvifico" che questa iniziativa avrebbe avuto per il Paese e per la nostra città.
La realtà mostra invece che questa battaglia leghista rimane nel piano della propaganda e i risultati lo dimostrano. A Varese i risultati sono miseri, altrove sono nulli.

L'unico messaggio che passa è che la sicurezza è un settore dove il cittadino può "fare da solo". Un principio evidentemente pericoloso. L'ennesimo caso in cui la Lega afferma un'identità (culturale) piuttosto che una soluzione ai problemi delle persone.

Da tempo dico che la sicurezza, invece, è materia che va trattata in un'ottica di lungo periodo, con progetti ragionati in cui le istituzioni si muovono insieme.
Parlo, ad esempio, di forme di coinvolgimento dei cittadini, di gestione delle dinamiche dei quartieri, di iniziative di integrazione e compartecipazione, di controllo del degrado architettonico ed urbanistico.
Per questo credo che la progettazione urbanistica assuma un ruolo fondamentale nella pianificazione della sicurezza.

La sola filosofia della "repressione e controllo" non possono bastare per rendere una città veramente "sicura". Buonista? Per niente: realista piuttosto.


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permalink | inviato da Andrea Civati il 27/7/2011 alle 12:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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