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"Non chiedetevi che cosa il vostro paese potrà fare per voi, ma che cosa voi potrete fare per il vostro paese" John Fitzgerald Kennedy
POLITICA
3 aprile 2012
#liberalacadrega

Con Pippo si pensava di organizzare un bel sit-in anche a Varese, magari in Piazza Podestà sotto la sede della Lega.

Dopo il successo dell'iniziativa di sabato al Pirellone "liberalasedia", questa volta l'invito potrebbe essere rivolto ai tanti leghisti che, dopo anni di verginità presunta, si riscoprono umani.

Chissà mai che partecipi anche Roberto Maroni. Che oggi scopre il marcio e chiede giustizia. Domanda spontanea è: lui dov'era?

POLITICA
9 febbraio 2012
Leghisti da asilo

Ieri la Polizia ha trovato tre giovani militanti leghisti intenti a scrivere su un muro del centro cittadino "Monti buffone". Per questo sono stati denunciati per vilipendio delle istituzioni costituzionali e imbrattamento.

Questo tipo di episodi non è nuovo. Purtroppo. Da sempre la Lega Nord fa dell'affissione abusiva, dell'imbrattamento e del sistematico danneggiamento della "cosa pubblica" non solo un metodo di propaganda ma anche un motivo di vanto.

Da sempre sono convinto che questo sia un segno di inciviltà - non mi viene altra parola. Ne avevo parlato anche in campagna elettorale dove la guerra dei manifesti arriva a livelli intollerabili.

Si tratta di un'inciviltà che rovina le città e abbassa la politica a espressione di anticultura. Peraltro, è bene precisare che il Governo Berlusconi ha provveduto a sanare le multe per affissione abusiva.

Non ci si ferma, però, ad un episodio isolato di tre militanti esagerati. Si arriva addirittura all'elogio con una levata di scudi dei leghisti.

Scrive Marco Pinti, Segretario cittadino leghista:

"Un accusa così sproporzionata, questa si davvero buffonesca, tradisce il nervosismo di un sistema Italia in profonda crisi. Se una scritta sul muro spaventa il Potere costituito, allora vuol dire che la Lega all’opposizione sta seguendo la strada giusta. Hanno paura di noi e fanno bene perchè presto riusciremo a mandare a casa questo governo.  Essere perseguitati per aver detto la verità deve essere solo motivo di orgoglio, sul foglio si scrive denuncia, ma si legge medaglia."

Ci sarebbe da ridere, se non fossero le parole del segretario di un partito importante e che - a Varese - esprime il Sindaco e gran parte della Giunta.

Se fossimo all'asilo, la maestra prenderebbe gli autori della scritta per le orecchie e chiederebbe: "Ma se lo facessero a casa tua?"

Una domanda che a questo punto andrebbe rivolta a Pinti.

Ipotizzo la risposta: "Voi avete paura di noi, ecco perchè ci punite. Ci perseguitate perchè sapete che presto chiuderemo quest'asilo e manderemo a casa le maestre". Accidenti.

POLITICA
11 dicembre 2011
L'idiota in politica.


Lynda Dematteo è autrice de L'idiota in politica. Antropologia della Lega Nord.

Gad Lerner nella prefazione del libro spiega bene il senso della parola idiota e del libro.

Sia ben chiaro, Lynda Dematteo non insulta: descrive con sapienza un'innovazione comunicativa che ha finito per travolgere i fondamenti del confronto democratico. L'idiota in politica è una figura vincente che da un quarto di secolo occupa la scena pubblica italiana, ma che nessuno prima di lei ci aveva rivelato nella sua formidabile efficacia simbolica. E naturalmente Umberto Bossi non è idiota. Fa l'idiota, cosa ben diversa. Somministra con astuzia dosi miscelate d'ironia e di furia. [...] Ci siamo talmente abituati a questo gioco quotidiano di idealizzazione e denigrazione, elaborato fin dagli esordi politici della leadership leghista, da restarne imprigionati. E infine assuefatti.

Un'assuefazione di cui solo oggi sembriamo (forse) esserci liberati. Rimane essenziale capire le ragioni politiche e sociologiche di questo fenomeno. 

Lynda Dematteo sarà a Varese il 28 gennaio. Un'altro intervento da non perdersi.  
POLITICA
10 novembre 2011
Bossi e la farsa dell'ingenuo
Gad Lerner oggi continua l'audace metafora di Bossi sulla verginità:
Quando Bossi auspica che la Lega possa “rifarsi una verginità” tornando all’opposizione di un governo Monti, viene voglia di seguirlo nella volgarità della metafora. Nei paesi arabi purtroppo è invalsa questa assurda usanza di giovani donne che, pur di nascondere al futuro sposo di avere già avuto esperienze sessuali, si mettono nelle mani di medici senza scrupoli pagandogli la pseudoricucitura. Un simile episodio è raccontato nel bellissimo film “Caramel” della regista-attrice libanese Nadine Labaki. Bossi consentirà che dopo tanti anni di maneggi romani può anche tornare a esibirsi in canottiera e a fare le pernacchie a Mario Monti, ma nessuno crederà mai più alla sua illibatezza.
E' proprio così. Dopo aver mangiato il mangiabile e aver occupato l'occupabile, la Lega torna al Nord.
Per la serie: quando le scelte sono difficili, io fuggo. Gli Unni dopo aver devastato il Paese lasciano ad altri la ricostruzione.

Certo, è "bello andare all'opposizione". Urlare al ribaltone e al tradimento della sovranità popolare.

Ma quali sono le responsabilità della Lega in questi anni di governo.
Qualcuno ci penserà? Qualcuno le valuterà?

Se la farsa dell'ingenuo (Lynda Dematteo la chiamerebbe più correttamente dell'idiota) poteva funzionare qualche anno fa, oggi non funziona più. E' finita.
Le tasche del Nord sono vuote e le colpe ben precise.




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POLITICA
3 ottobre 2011
Scoop: la Padania non esiste
Dopo svariati anni che ci veniva spiegato che la Padania era una realtà indiscutibile. 
Dopo molte Pontida e molti libri spesi a raccontare il fenomeno Lega.
Dopo molti uomini travestiti da guerrieri celtici.

Flavio Tosi rivela che la Padania non esiste.

Vi confesso che provo una certa delusione.

PS Anche Calderoli afferma di aver subito il Porcellum: è giornata di incredibili rivelazioni.

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permalink | inviato da Andrea Civati il 3/10/2011 alle 22:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
16 settembre 2011
Alla Lega rimane solo il dio Po
Mentre gli amministratori della Lombardia e d'Italia protestavano, la Lega, il partito dell'autonomie, osservava proprio da Roma, vietando lo sciopero ai suoi iscritti.

Si tratta senza dubbio del punto più basso della parabola leghista, l'emblema dell'esaurimento del suo messaggio politico.

Infatti, la Lega è il partito nato per difendere gli enti locali e la loro autonomia, cresciuto con le battaglie degli anni 90 a favore dell'"indipendenza" tanto urlata e ostentata. 

Oggi questo percorso si conclude con un ordine, che sa più di stalinimismo che di autonomismo: un divieto ai "borgomastri", coloro che sul Sacro Suolo di Pontida ogni anno giurano fedeltà ai cittadini del Nord.

 

Proprio Attilio Fontana quest'anno recitò il giuramento di Pontida. Fontana oggi invece recita l'atto di fedeltà agli ordini, illogici, insensati e paradossali, del suo partito, ormai a tutti gli effetti assorbito e intriso delle logiche "romane" combattendo le quali era nato.

 

"Obbedisco", prununcia il Borgomastro della città simbolo del leghismo. Lo fa a denti stretti sapendo l'errore e l'assurdità del diktat. Ed è curioso che lo faccia con le parole, simbolo del Risorgimento italiano, che furono pronunciate da Giuseppe Garibaldi il 16 luglio 1866. Garibaldi, definito a più riprese dai leghisti come "negriero, mercenario e pedofilo".

E' l'ennesimo paradosso di questa vicenda che ha dell'incredibile.

 

Certo, non so se i tempi saranno brevi ma il leghismo, almeno così come lo abbiamo sempre immaginato, è all'epilogo. Dilaniato dalle lotte intestine, autoritario e settario, legato al potere. Ora anche centralista, statalista e anti-autonomista. 

E' venuto meno l'oggetto sociale leghista per impossibilità di raggiungerlo: la ditta sembra ormai in scioglimento. 

 

Ai militanti e elettori leghisti la grande amarezza di scoprire, dopo tanti anni, il bluff.

Un inganno che si cela dietro il rito dell'ampolla (che fra qualche giorno verrà replicato), del Dio Po, di Pontida e delle quattro scrivanie di Monza. Caduta l'identitaria iconografia leghista, il nulla: sparito il federalismo fiscale (missing), sparita la valorizzazione degli enti locali, sparito il coraggio di scelte politiche forti.

 

Ora della Lega rimane solo una stantia e ripetitiva ritualità, un carnevale che dopo qualche anno stanca anche i bambini.

 

POLITICA
19 agosto 2011
Tra autonomismo e federalismo la morte degli enti locali
E alla fine arriva anche la protesta di piazza.
Il 29 agosto l'ANCI ha convocato una manifestazione di protesta a Milano.
Il sindaco di Varese Fontana, anche presidente di ANCI Lombardia, capeggia la rivolta dei Comuni contro gli ennesimi tagli che si abbattono da Roma sugli enti locali.
Ammonterebbero a 3,4 milioni di euro i tagli a cui dovrà far fronte il Comune di Varese.

Una protesta paradossale e incredibile perchè mette il primo cittadino leghista, l'uomo che a Pontida pronunciò il famoso giuramento, contro il suo stesso governo e il suo partito.
Pippo ci ricorda che questa è solo l'ultima sconfitta della Lega nella sua culla:

Il Sole delle Alpi tramonta: Bossi rinuncia a uno dei suoi comizi, la base si ribella, i sindaci protestano. Il federalismo è un lontano ricordo. I referendum e le amministrative sono andati malissimo. E gli ultimatum di Pontida di due mesi fa sono solo una cartolina: ora gli ultimatum, la Lega, li rivolge a se stessa.

A leggere le parole che oggi Fontana indirizza ai giornale nell'annunciare la protesta, non si può che avere delle conferme:

Ci sono stati tagliati i trasferimenti per oltre 4 miliardi e ne vorrebbero aggiungere altri due, ma non capiscono che in questo modo negano il sostegno dei Comuni alle fasce più bisognose della popolazione, i servizi agli anziani, alle scuole, ai disabili, alle famiglie, per non parlare della cultura, della manutenzione delle strade e del verde, dello sport, delle politiche giovanili. Oltre a questo i fondi per le politiche sociali sono stati dimezzati, quello per la non autosufficienza è stato azzerato, i tagli alle Regioni ricadranno sui Comuni e quindi sui cittadini: è questo che si intendeva col non lasciare nessuno da solo di fronte alla crisi?

Si tratta dell'ennesimo caso di auto-lamentela: a Roma la Lega approva i tagli e unanimente  difende la manovra-bis, negli enti locali gli amministratori con il fazzoletto verde urlano contro Roma ladrona e denunciano la morte delle autonomie.
Nel merito non si può che fare proprie le ragioni della protesta; tuttavia, rimane la grande contraddizione che la muove e che viene impersonata da Fontana.
Altro caso emblematico è quello di Giampaolo Bottacin, presidente leghista della provincia di Belluno e guastafeste della tradizionale "cena degli ossi" tra Bossi, Calderoli e Tremonti.
Una schizofrenia tutta leghista che sembra segnare la fine della parabola dell'autonomismo del Carroccio. 
Purtroppo la storia ricorderà la Lega come il partito che tra proclami di federalismo e di autonomia porterà alla morte degli enti locali.


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permalink | inviato da Andrea Civati il 19/8/2011 alle 16:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
20 luglio 2011
Il sacco di Pontida ancora vuoto?
Oggi è il 20 luglio, sono trascorsi 30 giorni da Pontida. E dai suoi obbiettivi annunciati urbi et orbe.

E' ormai scaduta il secondo termine imposto dai leghisti.

Vediamo a che punto siamo.

Entro 15 giorni.

1.
Approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di Riforma costituzionale con riduzione dei parlamentari e Senato federale.

La bozza Calderoli (una porcata?) è stata presentata alla stampa lunedì. Si dice che presto verrà vagliata dal Consiglio, ma è stato detto così per molti progetti, poi finiti nel dimenticatoio.
Faccio notare che le leggi costituzionali non si approvano con i comunicati stampa.

2. Approvazione del decreto legge per la riduzione dei contingenti impegnati all'estero.

Niente del genere è stato approvato. L'unico risultato è stato un litigio con il Quirinale ed il Consiglio Supremo di Difesa.

Entro 30 giorni.

1. Attivazione delle procedute per l'attribuzione di ulteriori autonomie alle Regioni che lo richiedano.

Boh, niente del genere all'orizzonte. Almeno mi pare.

2. Misure per la riduzione della bolletta energetica.

Forse per la Villa Reale di Monza, per gli italiani no di certo.

3. Riforma del patto di stabilità per gli enti locali.

Questa è bella. Gli enti locali hanno visto solo tagli negli ultimi mesi. Anche Fontana protesta (ma questa non è una novità per la verità).

4. Taglio dei costi della politica.

Ancora? Con tutti questi tagli annunciati della politica, ormai dovrebbero essere poverissimi.
Non mi pare si sia giunti a molto.

5. Finanziamento del trasporto pubblico locale.

In Lombardia i pendolari hanno visto solo l'aumento delle tariffe. Anche nelle ultime settimane.
Magari a qualcun altro è andata meglio...

6. Prima norma per l'abolizione delle ganasce fiscali.

Nada. Forse le ganasce le dovrebbero applicare a qualcun altro.



Ecco il ricco bottino leghista della battaglia di Pontida.

Ah, preparatevi, entro l'estate ci sarà la riforma fiscale...





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permalink | inviato da Andrea Civati il 20/7/2011 alle 18:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
27 giugno 2011
Cittadini a pieno titolo
La comunità albanese toscana regala la Costituzione ai consiglieri regionali della Lega Nord.
Ultimamente ci viene anche chiesto di conoscere bene la Costituzione e di rispondere a delle domande su di essa, oltre a vari test di cultura e lingua italiana; novità queste fortemente volute dal vostro partito. È una cosa che facciamo con entusiasmo anche perche vogliamo essere degni cittadini italiani, e forse per questo motivo abbiamo anche un senso di responsabilità più profondo che ci porta a continuare a studiare questo testo e ad approfondire le nostre conoscenze  Ci disorienta però ascoltare spesso e volentieri parole da esponenti illustri della Lega Nord, ministri della Repubblica Italiana, rappresentanti del popolo che siedono in parlamento; parole che vanno in una direzione contraria a quello che la Costituzione dice.
Quando si dice che gli stranieri conoscono meglio di alcuni italiani i principi costituzionali, si pensa a casi come questi.
 

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POLITICA
1 aprile 2011
Inchiostro verde padano
I Consiglieri provinciali del Pd scrivono una giusta nota sulle parole del Presidente Galli.

Non bastava al nostro Presidente limitarsi a manifestare fiducia nell'operato del Ministro Roberto Maroni e degli organi dello Stato? Non era sufficiente una sobria assicurazione di doverosa e leale disponibilità a collaborare, ove fosse richiesto?
Purtroppo, come altre volte, il non saper anteporre il ruolo istituzionale all'appartenenza partitica lascia spazio al brutto vizio di intingere la penna nell'inchiostro verde padano per aggiungere qualche battuta astiosa che, in definitiva, mette solo in cattiva luce chi la pronuncia.

Inutile ribadire quanto queste uscite dei leghisti siano strumentali ad assicurarsi un magro contentino propagandistico. I problemi rimangono, le soluzioni continuano a mancare. Con o senza le parole di Galli.

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marzo       


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