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"Non chiedetevi che cosa il vostro paese potrà fare per voi, ma che cosa voi potrete fare per il vostro paese" John Fitzgerald Kennedy
POLITICA
3 aprile 2012
#liberalacadrega

Con Pippo si pensava di organizzare un bel sit-in anche a Varese, magari in Piazza Podestà sotto la sede della Lega.

Dopo il successo dell'iniziativa di sabato al Pirellone "liberalasedia", questa volta l'invito potrebbe essere rivolto ai tanti leghisti che, dopo anni di verginità presunta, si riscoprono umani.

Chissà mai che partecipi anche Roberto Maroni. Che oggi scopre il marcio e chiede giustizia. Domanda spontanea è: lui dov'era?

POLITICA
19 gennaio 2012
Una Lega "implosa"

Certamente il “caso politico” non poteva scegliere momento migliore per il nostro incontro Giù al Nord, tra secessione e recessione che si terrà il 28 gennaio a Varese.  La Lega infatti è ormai “implosa” politicamente.

Non mi riguarda il dibattito interno al partito leghista: lascio questo agli iscritti leghisti. E’ evidente, però, che la Lega ha esaurito totalmente la sua capacità di rispondere alle grandi domande del Nord.

Completamente assorbiti in questioni ombelicali, da tempo sono in grado semplicemente di scagliarsi contro Monti e contro una pseudo-oligarchia bancaria.

Da anni il partito di Bossi (o l’ex partito di Bossi) ha totalmente dimenticato la vocazione per la quale era nata: rappresentare come una sorta di "sismografo" le inquietudini della "gente del Nord".

La realtà è ben più logica e impietosa: decine e decine di leghisti collocati in Consigli, Giunte e parlamenti. Altrettanti collocati nel sottobosco politico. Una responsabilità matematica e, per così dire, oggettiva delle difficoltà economiche e politiche italiane e, più nello specifico, del settentrione d'Italia.

Guardiamo oltre, quindi. A risposte più serie, anche se meno urlate.

Ci vediamo il 28 gennaio, Giù al Nord.


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POLITICA
9 gennaio 2012
Peccato, Maroni il 28 gennaio è al Parlamento del Nord

Roberto Maroni (in codice “quello bravo”) ha risposto piccato alla notizia della nostra convocazione di Giù al Nord. Tra recessione e secessione.

Mi sento di rassicurare ulteriormente l’ex Ministro.

A Varese non si parlerà di Lega. Piuttosto si parlerà di ciò che la Lega non ha fatto. Differenza non da poco.

Il contributo di Lynda Dematteo e di Alessandro Cè, che abbiamo simpaticamente chiamato il “pentito leghista”, va proprio nella direzione di raccontare le grandi contraddizioni leghiste, le domande inevase, i suoi fallimenti.

A Varese ci sarà soprattutto proposta che verrà anzitutto impersonificata attraverso i tanti amministratori che in questi anni hanno contribuito a costruire una proposta politica originale con idee innovative e soluzioni concrete: Eugenio Comincini, Ilda Curti, Stefano Boeri, Laura Puppato.

Poi ci sarà chi da tempo lavora sui temi concreti che interessano il Nord: Filippo Taddei (che, prima che tutti ne parlassero, ha proposto una diversa tassazione che valorizzasse il lavoro, penalizzando la “rendita” immobiliare) e Marco Stradiotto che da tempo afferma, dai banchi del Senato, il fallimento del federalismo fiscale in salsa verde.

Caro Ex Ministro, stia tranquillo: a Varese non ci saranno i “soliti sinistri”. L’incontro – come tutti quelli che abbiamo promosso negli ultimi anni – sarà aperto a chiunque abbia una proposta e un’idea intelligente, sia esso del PD o meno.

Fa poi sorridere che sia proprio Maroni a parlare di una sorta di
“persecuzione” verso la Lega. Dopo vent’anni di maggioranza negli enti locali e nel governo nazionale, ci sembra che i risultati leghisti si commentino da soli. Nessun attacco, quindi. Basterà raccontare lo stato delle cose.

La tentazione di invitare anche lei, caro Ministro, ci è venuta. Per lanciarle una sfida a fare una vera proposta per il Nord.

Poi abbiamo scoperto che aveva cose più importanti da fare: il Parlamento del Nord è convocato proprio per quel giorno.

L’invito, rivolto a tutti ma proprio a tutti, è quindi quello di animare Giù al Nord con i loro contributi e proposte. Partendo da Facebook e dal web (su questo sito o scrivendo a onthenord@gmail.com).

Chi non viene, si tiene il Parlamento del Nord.

POLITICA
16 settembre 2011
Alla Lega rimane solo il dio Po
Mentre gli amministratori della Lombardia e d'Italia protestavano, la Lega, il partito dell'autonomie, osservava proprio da Roma, vietando lo sciopero ai suoi iscritti.

Si tratta senza dubbio del punto più basso della parabola leghista, l'emblema dell'esaurimento del suo messaggio politico.

Infatti, la Lega è il partito nato per difendere gli enti locali e la loro autonomia, cresciuto con le battaglie degli anni 90 a favore dell'"indipendenza" tanto urlata e ostentata. 

Oggi questo percorso si conclude con un ordine, che sa più di stalinimismo che di autonomismo: un divieto ai "borgomastri", coloro che sul Sacro Suolo di Pontida ogni anno giurano fedeltà ai cittadini del Nord.

 

Proprio Attilio Fontana quest'anno recitò il giuramento di Pontida. Fontana oggi invece recita l'atto di fedeltà agli ordini, illogici, insensati e paradossali, del suo partito, ormai a tutti gli effetti assorbito e intriso delle logiche "romane" combattendo le quali era nato.

 

"Obbedisco", prununcia il Borgomastro della città simbolo del leghismo. Lo fa a denti stretti sapendo l'errore e l'assurdità del diktat. Ed è curioso che lo faccia con le parole, simbolo del Risorgimento italiano, che furono pronunciate da Giuseppe Garibaldi il 16 luglio 1866. Garibaldi, definito a più riprese dai leghisti come "negriero, mercenario e pedofilo".

E' l'ennesimo paradosso di questa vicenda che ha dell'incredibile.

 

Certo, non so se i tempi saranno brevi ma il leghismo, almeno così come lo abbiamo sempre immaginato, è all'epilogo. Dilaniato dalle lotte intestine, autoritario e settario, legato al potere. Ora anche centralista, statalista e anti-autonomista. 

E' venuto meno l'oggetto sociale leghista per impossibilità di raggiungerlo: la ditta sembra ormai in scioglimento. 

 

Ai militanti e elettori leghisti la grande amarezza di scoprire, dopo tanti anni, il bluff.

Un inganno che si cela dietro il rito dell'ampolla (che fra qualche giorno verrà replicato), del Dio Po, di Pontida e delle quattro scrivanie di Monza. Caduta l'identitaria iconografia leghista, il nulla: sparito il federalismo fiscale (missing), sparita la valorizzazione degli enti locali, sparito il coraggio di scelte politiche forti.

 

Ora della Lega rimane solo una stantia e ripetitiva ritualità, un carnevale che dopo qualche anno stanca anche i bambini.

 

POLITICA
23 giugno 2011
Tra sparizioni sospette e regolamenti di conti la Lega continua a litigare
Emanuele Monti è stato nominato commissario della sezione cittadina della Lega. Settimana scorsa il precedente segretario Piatti era "scomparso". Una sparizione sospetta si direbbe.
Nessuno ha chiarito ufficialmente il perchè. Se la ragione della "partenza" sia il doppio incarico di Piatti come Assessore (che eppure non aveva impedito a Binelli di essere Segretario cittadino e assessore in passato) o i contrasti interni dei giorni scorsi difficile dirlo. Certamente il silenzio di Piatti in materia dà qualche indizio.

A guardarlo da fuori, però, ha dell'incredibile la scelta di Monti come commissario, un ruoloin teoria di "traghettatore" super-partes. Proprio Monti fu lo sfidante (sconfitto) di Piatti alla segreteria meno di un anno fa. Sembra una nomina "vendicativa" più che unificante, come qualcuno vuole far credere. 

Un periodo veramente magmatico per la Lega. Varesina e nazionale. Oggi Bossi ha zittito Maroni e i suoi presunti malumori in malo modo. Che stiano sfuggendo anche al Capo le ambizioni dei condottieri di seconda fila? 
Bossi ha sempre cacciato gli oppositori: così è stato per Polverini, Cè e altri ancora. Quindi più che un capo carismatico, si tratta di una figura politica che ha esercitato il controllo sul partito escludendo gli avversari interni. Che si prepari un nuovo repulisti?

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permalink | inviato da Andrea Civati il 23/6/2011 alle 23:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
3 giugno 2011
Fontana pensiero
Fontana candida Maroni alla successione di Berlusconi a palazzo Chigi:
Lo dico dall'inizio di quest'anno: Maroni è l'unica soluzione che potrebbe consentire di risolvere i problemi in questo momento.
Una successione che secondo Fontana dovrebbe essere immediata. In poche parole, un invito a Berlusconi a farsi da parte. I Berluscones già insorgono, però: Matteoli, infatti, risponde risentito che
"il premier ce l'abbiamo. Non è assolutamente in discussione e dobbiamo andare avanti con Silvio Berlusconi."
Una coalizione con le idee chiare. Non c'è che dire.
E il Pdl varesino cosa ne pensa? Sono d'accordo con il "loro" sindaco?




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permalink | inviato da Andrea Civati il 3/6/2011 alle 10:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
14 ottobre 2010
Zanonato non ci sta e lascia solo Maroni

Il sindaco di Padova, Flavio Zanonato, oggi ha disertato l'incontro con il Ministro Maroni, richiesto da lui stesso e convocato in prefettura a Padova. Maroni aveva promesso un incontro preparatorio faccia a faccia con il sindaco. Oggi è arrivato il bidone. A causa del traffico. Si, ciao.


Zanonato attacca:"Oggi Maroni, sotto la pressione dei leghisti locali, ha dimostrato di non rappresentare la Repubblica ma di essere espressione di una parte politica, la Lega la quale - più che risolvere i problemi della sicurezza - ha tutto l'interesse a far crescere la paura per lucrare consenso elettorale".
Zanonato centra il punto anche su un altro tema: "Il ministro degli Interni, che dispone di tutte le Forze di Polizia, non può continuare ad accreditare l'idea che la responsabilità degli episodi criminali e della conseguente insicurezza sia di qualcun altro".

Eh già, signor ministro, la colpa non è mai sua?



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permalink | inviato da Andrea Civati il 14/10/2010 alle 23:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
2 giugno 2010
Varese, città di eccellenze
 Varese è una città che da anni innova nel campo delle “porcate”(è termine tecnico): la scenadi oggi ne è la dimostrazione.

 


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POLITICA
9 gennaio 2010
Sempre colpa dei clandestini...

Leggo le affermazioni di Bersani: “Mi dispiace molto che il ministro dell'Interno non abbia perso l'occasione, anche questa volta, di fare lo scaricabarile sulla famosa immigrazione clandestina. Voglio ricordargli che da anni viviamo con una legge che si chiama Bossi-Fini

Sembra che il dibattito sia: chi ha le responsabilità dell’immigrazione clandestina?

Non mi piace questa idea che seguono molti altri: il problema non è la clandestinità di questi immigrati e la loro mancata espulsione. Il problema a Rosarno è che dagli anni 90 migliaia di persone (concetto che penso sia scomparso dal nostro paese) lavorano in condizioni umane disastrose, pagate quindici euro al giorno. Tutto questo di fronte a Presidente di Regione di assserito Centrosinistra (a proposito Loiero condanna la violenza degli immigrati) e altri politici di varia estrazione politica e culturale.

Il problema è che lo Stato in molte zone di Italia non solo è assente (l’assenza comunque denota un’esistenza), ma è proprio inesistente: lo Stato a Rosarno non è una variabile del sistema.

Infine, senza mai solidarizzare con violenze non accettabili: come non comprendere la rabbia di esseri umani ricondotti a schiavitù che cercano di liberarsi dal giogo? A Castelvolturno come a Rosarno solo gli immigrati mostrano una certa reazione.

Intanto parte la caccia all’uomo…ma tutto tace dal Viminale: la responsabilità è ancora dei clandestini? Ma certo: non dovendosi trovare lì, non sarebbero nemmeno stati gambizzati e presi di mira. Elementare.

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marzo       


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