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"Non chiedetevi che cosa il vostro paese potrà fare per voi, ma che cosa voi potrete fare per il vostro paese" John Fitzgerald Kennedy
POLITICA
28 marzo 2012
Il boomerang (in fronte)

L'accordo raggiunto ieri dai segretari di Pdl, Pd e Terzo Polo è stato definito da Massimo Giannini un macellum.

La priorità dichiarata da anni doveva essere quella di restituire la possibilità ai cittadini di scegliere i propri parlamentari. Ecco, allora che si riacquista la possibilità di scegliere i parlamentari (metà dei parlamentari sarà eletto con collegi uninominali, permanendo liste bloccate per il rimanente), ma si perde la possibilità di scegliere la maggioranza parlamentare. Dalla padella alla brace: e qualcuno rimpiange già il porcellum.

L'indicazione del premier è uno specchietto per le allodole perchè sappiamo perfettamente che chi sarà candidato non sarà premier. Nessun partito è attualmente in grado di ottenere la maggioranza parlamentare. Ma perchè ci prendiamo in giro? E soprattutto: perchè ci prendono in giro?

Ecco il trionfo della politica delle mani libere e la morte della scelta prima del voto.

Ciò che maggiormente delude e fa incazzare è l'ottica con cui questa discussione è affrontata.

Pippo Civati la descrive così:

Ne beneficiano tutti: quelli in crisi di consenso (come Alfano), quelli dalla coalizione perennemente incerta (Bersani), quelli che si ritroveranno con pochi voti, come al solito, ma nelle condizioni di determinare gli equilibri del nuovo governo e di prendersi tutto il cucuzzaro (Casini).

Chi ne beneficia sono naturalmente i leader politici che - avvolti nei politicismi di breve periodo - perdono sempre più il contatto con la realtà. Troppo concentrati su come perpetuare la specie, pur non scontentando gli elettori, elaborano un disegno macellum. Invece di affrontare le proprie contraddizione e di scioglierle a beneficio di tutti, le mantengono e anzi le esasperano.

Attenzione, però, perchè è un boomerang. Che quando finisce in fronte fa male.

Quando gli elettori del PD - un giorno dopo le elezioni - ci vedranno andare a braccetto con Casini e, magari, con Alfano, allora capiranno che li abbiamo presi per il culo (sarebbe da dire: ancora!). E non sarà bello.

Lo dimostrano i sondaggi (vedi Diamanti) che mostrano che gli elettori del PD bocciano nettamente un alleanza con PD-Pdl-UDC, ma anche PD-Udc.

I partiti in questo devono investire in chiarezza: alleanze coerenti e dichiarate prima del voto. Esistono correttivi alla legge elettorale che vanno in questa direzione e che impediscono "carrozzoni".  Se poi il problema è politico e riguarda la maledetta "alleanza di Vasto" affrontiamo politicamente questo tema e valutiamo fino in fondo la fattibilità di questa alleanza. 

Questa proposta mira a perpetuare una politica opaca. Anzichè imparare dagli errori del passato e interpretare la volontà dei nostri elettori (che credono nel bipolarismo), ricadiamo nel vortice politicista. Male.


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permalink | inviato da Andrea Civati il 28/3/2012 alle 14:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
9 settembre 2011
Un referendum per la politica contro nessuno
Domani con Prossima Italia raccoglieremo le firme a favore del referendum abrogativo della legge porcata. Ci saremo in Piazza Carducci con moduli e penne a partire dalle ore 15.30.
Un atto dovuto, si direbbe in altre occasioni. Perchè questa legge è vergognosa e antidemocratica.
Inutile spiegarne i motivi che sono noti a tutti fin troppo bene.
Da qualche settimana si discute, in un dibattito tipicamente "dem", se aderire o meno alla raccolta di firme. Se farlo a titolo individuale o di partito; se sottoscrivere in penna nera o blu.

Noi lo facciamo - lo ripeto - perchè è necessario dare un segnale sulla legge elettorale che sia da stimolo per il parlamento. Con la spada di Damocle di un referendum qualcosa si potrebbe muovere.
E' indubbio invece che altrimenti nulla succederà a causa della fragilità politica di tutto il Parlamento.

Sul merito dei quesiti mi rendo conto che ci siano delle perplessità e che il Pd abbia approvato pressochè unanimente una proposta diversa in Direzione regionale.
Non credo che referendum e proposta di legge del Pd siano in contraddizione, almeno da un punto di vista per così dire strategico. Sappiamo che con questo parlamento e permanendo queste condizioni non ha i numeri per essere approvata. Viceversa con la pressione di un referendum incombente il Pd potrebbe avanzare la sua proposta in maniera credibile sottoponendola al dibattito con gli altri partiti.
Se l'obiettivo non è semplicemente dire "abbiamo la nostra proposta" ma cambiare la legge elettorale questa è la strada migliore.

Questo anche per dire che non ci sono stati con il Pd contrasti a livello provinciale o cittadino. Anzi, ho registrato una collaborazione positiva: abbiamo proposto la mobilitazione e non ci sono stati assolutamente veti o ostacoli anzi disponibilità a diffondere l'informazione e a fornire sostegno logistico.

POLITICA
14 luglio 2011
Il Parlamento più odiato di sempre
Oggi Giuseppe Adamoli riflette sulla scarsa fiducia che gli italiani hanno verso il Parlamento.
Una fiducia ai minimi storici.
Allora come mai questa disistima dei cittadini? Io vedo due cause di fondo.
Prima causa, abbiamo quasi mille deputati e senatori, un numero pazzesco che non ha riscontro nelle altre democrazie europee, per non parlare degli Usa. La scelta dell’Assemblea Costituente del 1947 era chiara e ragionevole. Ogni angolo d’Italia e ogni tendenza politica doveva essere rappresentata per ricostruire il tessuto spezzato dell’unità culturale, sociale, geografica.
Da allora il mondo è cambiato radicalmente. [...]
Seconda causa,  i cittadini sono espropriati del loro diritto di scegliere il proprio rappresentante. E’ la famosa questione di un sistema elettorale iniquo che Pdl e Lega si ostinano ancora a difendere. E’ singolare che questa legge, proposta e rivendicata dal ministro Calderoli, sia attribuita quasi solo alla responsabilità del Premier.

Mi chiedo allora se sia più forte questa disistima ovvero la volontà dei destinatari di lasciare tutto immutato.
Per questo da tempo con Prossima Italia sostengo che ci debbano essere metà parlamentari e che debba essere restituito il diritto di scelta agli elettori. Se non si farà con una nuova legge elettorale, il Pd promuova vera primarie per la composizione delle liste (e delle priorità con cui essere inserite). Sto chiedendo tanto?



    

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permalink | inviato da Andrea Civati il 14/7/2011 alle 17:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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