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"Non chiedetevi che cosa il vostro paese potrà fare per voi, ma che cosa voi potrete fare per il vostro paese" John Fitzgerald Kennedy
POLITICA
21 marzo 2012
Pirla?

Da sempre detesto l'arroganza di chi, da una posizione di superiorità legata al suo ruolo, si fa gioco degli altri.

Per questo, l'arroganza e la presunzione con cui Formigoni spiega che dare del pirla ad un avversario politico non è reato è intollerabile e ingiusto. Non si tratta - ovviamente - di discutere sulla legittimità del termine.

Formigoni su questo sa perfettamente di fare il furbo. Si tratta della serietà, del rispetto e della decenza con cui si vive il confronto politico.

A Varese da tempo siamo abituati ad essere apostrofati dai leghisti come sfigati o pirla.

La città e la regione vengono considerati come il cortile di casa loro. Chiunque non è d'accordo è un pirla.


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POLITICA
29 febbraio 2012
Gli anticorpi

Nino Caianiello è stato condannato in primo grado a 5 anni di reclusione per estorsione perpetrata ai danni del costruttore edile Paggiaro.

E' stato ritenuto colpevole insieme al professionista Piermichele Maino di aver chiesto tangenti per 250 mila euro al Paggiaro tra il 2003 e il 2004 in cambio della possibilità di costruire nell'area ex-Maino di Gallarate l'edificio attualmente occupato dal supermercato Esselunga.

Caianiello - per chi non lo conoscesse - non è un personaggio secondario nella galassia del Pdl. E' uno degli sponsor più autorevoli di Lara Comi, segretaria provinciale in pectore, nonchè dell'attuale segretario Rienzo Azzi. Ex assessore del Comune di Gallarate e Presidente della municipalizzata AMSC, è l'uomo forte della corrente provinciale dei "laici" che ad esempio a Varese esprime molti consiglieri e assesori.

Peraltro, Caianiello è coinvolto anche in una vicenda di peculato che avrebbe commesso nel ruolo all'interno di AMSC.

Insomma, la vicenda credo sia enormemente preoccupante non solo per il Pdl, ma per la politica tutta. Forse sarebbe il caso di fare una riflessione seria su come evitare questi episodi. Come, insomma, creare gli anticorpi a comportamenti non solo illeciti, ma anche immorali.

Ho letto ultimamente un libro di scritti di Pertini. Penso ad un messaggio in particolare, pronunciato nel 1979:

"La democrazia si difende, si sostiene, e si rafforza con una grande tensione morale. La corruzione è nemica della democrazia. Si colpiscano i colpevoli di corruzione senza pietismi, senza solidarietà di amicizia o di partito: questa solidarietà sarebbe vera complicità".

La giustizia farà il suo corso, la politica però deve fare la sua parte non guardando semplicemente alle aule di giustizia. In politica deve esistere un "codice morale" che riguarda solo in parte il Codice Penale". Disse Pertini in relazione alla vicenda P2:

"I giuristi stanno discutendo  se la P2 cada sotto il Codice Penale, se è un'associazione a delinquere. Io guardo a un altro codice, il codice morale, il codice morale che ogni uomo, specialmente ogni uomo  politico, dovrebbe portare scritto nella sua coscienza. [...] E allora ogni sospetto devono allontanare dalla loro persona gli uomini politici."

Ecco come intendo il ruolo della politica, che deve trovare in sè gli anticorpi. E questo naturalmente vale per i miei compagni di partito che per gli avversari.

Per trovare questi anticorpi sabato si va a Canossa.


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POLITICA
29 dicembre 2011
Buoni propositi per il 2012
Pippo firma un post che racconta tutto il 2011. E abbozza l'elenco dei buoni progetti per il 2012.

Da qualche anno aspettando la mezzanotte del 31 dicembre sono solito scrivere un elenco di "più e meno" dell'anno passato e un elenco di buoni propositi. Riprendo in mano quanto scritto l'anno prima e faccio un bilancio. La fine dell'anno è bella anche per questo.

Qualcuno del PD qualche giorno fa diceva (portando un po' sfiga, a dir il vero) che "il 2011 è stato il peggior anno del decennio passato, ma sarà il migliore del prossimo". 
I Maya profetizzavano che nel 2012 il mondo sarebbe finito.
Non mi azzardo a tali profezie, buone più a far paura che altro. Ho - da sempre - troppa fiducia che l'agire individuale possa plasmare quello collettivo.

Proprio per questo, sono convinto che questa crisi possa essere una grande occasione per cambiare il Paese. Ripensare e cambiare quello che ci ha portato fin qua, a partire dalla politica che - inutile negarlo - ha enormi responsabilità. 
Non ci sarà la fine del mondo, ma certamente ci saranno imposti grandi cambiamenti: a noi la scelta se in meglio o in peggio.

Guardando indietro cosa prendo del mio ultimo anno? Anzitutto quella sorta di riscossa politica che ha vissuto il Paese: i referendum, le amministrative e tanti altri segnali che ci dicono che i cittadini sono esauste di ciò che è stato, ma sono anche pronte e desiderose di determinare cosa sarà.
La voglia di scegliere, finalmente.

Soprattutto qui al Nord, dove tutti davano il PD e il centrosinistra irrimediabilmente "fallito", è nata una rinnovata attenzione verso la politica. Un'attenzione che nasce dal pragmatismo e dal dinamismo di queste zone. Qui, in quello che alcuni chiamano il "profondo Nord", le persone vogliono capire qual è l'offerta politica e scegliere.

E allora ecco cosa vorrei per il 2012. Perché il PD dia una grande offerta.

Anzitutto un rinnovato mondo del lavoro. Giusto e premiante. Che non privilegi alcuni e non ignori altri. Un mondo del lavoro attento anche a chi il lavoro lo ha perso. Pare strano, ma la provincia di Varese è tra le provincie italiane che ha perso più posti di lavoro.
E allora il contratto unico e gli ammortizzatori sociali. Destinare un po' delle risorse ricavate con la riforma delle pensioni ai figli, nipoti, generi, nuore che hanno perso il lavoro oppure lo vogliono cercare.

Mi piacerebbe anche un fisco un po' più giusto. 
Da un anno ho la famosa partita IVA e da un anno cerco di presentare telematicamente (perché il fisco è online, yeah), ma il programma non funziona, il call center non risponde, il cartaceo non può essere presentato, "ma-perchè-fa-queste-diavolerie?", etc. E, mentre io cerco di avere un credito d'imposta a cui avrei diritto, vado in tintoria. Il negoziante, quando gli chiedo lo scontrino, mi consegna un pezzo di carta con la scritta gigantesca "NON FISCALE". 
Non è giusto. Ecco, vorrei un fisco normale. Pagare quando devi, in maniera facile.

Poi, vorrei un vero rinnovamento. 
Qualcuno si dovrà assumere la responsabilità per dove siamo. 
Nessuna epurazione, gogna o rottamazione.
Semplicemente un po' di dignità. Non ascoltare più che tutti "hanno vinto" e nessuno ha colpa. Che la crisi non c'era e che "non si poteva fare di più".

Mi sembra abbastanza. Auguri.




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permalink | inviato da Andrea Civati il 29/12/2011 alle 18:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
9 novembre 2011
Ragionando sul Risiko
Dopo le dimissione ad efficacia differita di Berlusconi, i mercati crollano.
La situazione assomiglia sempre di più ad un rebus irrisolvibile ed è difficile dar torto agli investitori che agiscono sulla base di credibilità, certezze ed affidabilità di un Paese.

Oggi l'Italia non ha niente di tutto questo: credibilità smarrita, certezze lontane e affidabilità ai minimi.

"Ma come? - direte voi - Il problema non era Berlusconi? Ora che è certo che se ne andrà, perchè veniamo puniti?"

Berlusconi è certamente la causa principale della crisi economica e dell'incertezza che ha governato finora. Tuttavia, le certezze - è evidente - non ci sono e sono altri che le dovrebbero dare.

Manca la via di uscita da questo labirinto. La politica che dovrebbe scioglere l'enigma ancora tentenna.
Le soluzioni sono due. La prima è quella del governo "tecnico" sostenuto da una maggioranza diversa dall'attuale.
Molti, da mia madre ad autorevoli notisti politici, cercano di convicermi della bontà di questa soluzione. Ammesso che questa soluzione sia giusta, non comprendo chi possa sostenerla in Parlamento. La Lega è indisponibile, l'IDV pure. Il Pdl, per bocca di Berlusconi ha manifestato la sua contrarietà. Forse i "malpancisti" di Scajola potrebbero appoggiare questa soluzione. Ma quanti saranno poi? 
Spero allora il destino ci risparmi un "governicchio" appoggiato da transfughi e Scilipotiani vari: sarebbe paradossale averli denigrati fino a ieri salvo oggi accoglierli a braccia aperte.
I governi non si fanno solo con i numeri ma anche con la materia prima adatta (in questo caso umana).
Mi sembrerebbe dunque una soluzione praticabile solo se la maggioranza fosse ampia, comprensiva dunque anche del Pdl. Ma, allora, quali misure sarebbe in grado di approvare una maggioranza così.
Proviamo a pensarci. La patrimoniale? No, il Pdl non ci sta. La riforma delle pensioni? No, il Pd non sembra disponibile (ma, poi, voi l'avete capito qual è la posizione del Pd a riguardo?). La riforma del mercato del lavoro? No, i sindacati non vogliono. E così via. Insomma, non so quante certezza si potrebbero dare ai mercati.

La seconda strada è il voto. Elezioni che - mi rendo conto - esporrebbero l'Italia a nuove incertezze durante la campagna elettorale. Tuttavia, mi sembra che la tormenta finanziaria in cui è coinvolta l'Italia sia legata soprattutto ad una mancanza di credibilità e di azione della classe politica. La Spagna, quanto a situazione economica, non sta certo meglio dell'Italia, tuttavia, non vive questi attacchi proprio perchè ha annunciato un cambio di orizzonte politico.
In questo momento, quindi, la soluzione delle elezioni potrebbe essere chiarificatrice. 

Una terza via, proposta oggi da Pippo, è quella di varare un governo a termine con due o tre obbiettivi che governi fino alla Primavera del 2012 per poi andare alle elezioni. Se si potesse fare non sarebbe male. Peccato che nessuno lo voglia fare.

Insomma, la soluzione è più complicata di quelle partite di Risiko estenuante. Non esiste la soluzione per vincere e anzi ogni via sembra perdente. In tutto questo scusatemi se sorrido di fronte ai tanti che parlano oggi di responsabilità quanto hanno agito irresponsabilmente per anni. I tanti che costringeranno la mia generazione a pagare il debito che oggi viene macinato in continuazione. 
POLITICA
2 novembre 2011
Chiedimi se sono felice
Cameron in Inghilterra lancia un questionario/sondaggio tra i cittadini britannici per misurare la loro felicità.
Un'iniziativa che, letta così, potrebbe suonare come folcloristica.
In realtà pone un tema molto serio.

Qual è il fine della politica?

Credo che oggi sia necessario un ripensamento radicale anche dei valori che hanno fondato l'economia e la politica dell'ultimo secolo.
Spostare l'obbiettivo dalla "crescita economica" alla felicità sarebbe una via per dare
un senso a questa crisi.
Va bene, infatti, parlare di ricette economiche e sociali. Ma se non ci si pone il problema che, volenti o nolenti, dovrà cambiare qualcosa anche nella filosofia che sottende la politica, questa crisi economica passerà, ma la crisi culturale dell'occidente rimarrà.


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permalink | inviato da Andrea Civati il 2/11/2011 alle 17:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
5 settembre 2011
La borsa crolla, lo spread vola.
La borsa crolla, lo spread vola.

Tutto sembra dimostrare che la relativa tranquillità di queste settimane era un'attesa di ciò che sarebbe avvenuto sul fronte della manovra economica.

Una manovra - è evidente a tutti - insufficiente e quasi paradossale.
E' chiaro che i mercati non condannano l'Italia per un gioco speculativo o per disfattismo.
Il Paese e la sua classe dirigente in queste settimane non ha dimostrato di essere capace di far fronte all'emergenza che ci affligge.
Era necessario un piano di lungo periodo e misure strutturali: niente di tutto ciò è previsto nella bozza approvata dalla commissione Bilancio.
Si parla invece di emendamenti che parlano di iniziative del tutto aleatorie e incerte nei risultati.
Tutti i commentatori concordano nel dire che la lotta all'evasione, se pur giusta e doverosa, non può bastare. Si tratta di entrate non certe e quanto mai aleatorie le quali si materializzeranno con gradualità.


Alla politica si chiede invece una riflessione che non guardi al proprio piccolo tornaconto elettorale.

Questo governo e, temo, questo parlamento non sono in grado di fare questo sforzo.
Quale la soluzione è difficile dirlo.

Per riacquistare credibilità sarebbe necessario approvare le manovre indispensabili e andare a votare il più presto possibile.


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permalink | inviato da Andrea Civati il 5/9/2011 alle 17:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
8 agosto 2011
AAA
Cercasi disperatamente buoni politici.

Alberto Alesina ne ha per tutti nel suo editoriale di oggi sul Corriere della Sera.

[...] Ma i grandi leader si vedono appunto nei momenti difficili, non quando è tutto facile per cui un'ordinaria amministrazione è sufficiente! Infatti, una delle doti di un grande politico è quella di saper smussare i contrasti e dirigere un Paese in una direzione precisa, mettendo il bene comune al di sopra degli interessi di parte in un momento di crisi. Se qualche leader odierno ci è riuscito, batta un colpo. Io non ne vedo, compreso Silvio Berlusconi. La mancanza di leadership e di idee anche nell'opposizione è scoraggiante. In Europa i leader dei Paesi a rischio non hanno trovato di meglio che accusare i tedeschi per nascondere le loro manchevolezze. I francesi hanno cavalcato questi sentimenti visto che il deficit pubblico francese fa paura e prima o poi i mercati se ne accorgeranno. La Merkel ha dimostrato di capire poco di mercati finanziari e le sue prese di posizione erratiche non hanno aiutato. Negli Stati Uniti l'atteggiamento anti-business e populista del presidente e di Nancy Pelosi e l'estremismo del Tea Party hanno indebolito quell'ala moderata dei «new democrats» di Bill Clinton e dei repubblicani del Nord Est, laici e liberisti.

Come dargli torto?

I leader oggi si destreggiano nella tempesta con slogan di piccolo respiro buoni per occupare le pagine dei giornale per qualche ora, nell'illusione che possano tamponare la gravità della situazione.
La slavina dell'indignazione intanto si continua a muovere, più o meno velocemente.

Tornando all'Italia ci vorrebbe un cambio politico, vero e forte.
Non concordo con chi dice che cambiare il condottiero ora sarebbe controproducente.
La crisi finanziaria non è tanto legata alla situazione strettamente economica (che è grave da tempo), ma alla incapacità di avere una guida politica. Non a caso l'attacco ai nostri titoli di Stato è incominciato all'indomani di refendum e elezioni amministrative che sancirono la sonora sconfitta del centrodestra.

Ci vorrebbe poi una nuova credibilità della politica per affrontare la crisi.
Gianantonio Stella dà oggi un elenco di cose che si possono fare subito, per garantire ai politici un poco più di rispettabilità.


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permalink | inviato da Andrea Civati il 8/8/2011 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
2 agosto 2011
C'è il pellegrinaggio
E il parlamento chiude per un mese e mezzo.

Ma il pellegrinaggio quest'anno non lo potevano saltare?

PS Cicchitto parla di "forma di rispetto" nei confronti dei parlamentari. Così, per la cronaca.


POLITICA
14 luglio 2011
Il Parlamento più odiato di sempre
Oggi Giuseppe Adamoli riflette sulla scarsa fiducia che gli italiani hanno verso il Parlamento.
Una fiducia ai minimi storici.
Allora come mai questa disistima dei cittadini? Io vedo due cause di fondo.
Prima causa, abbiamo quasi mille deputati e senatori, un numero pazzesco che non ha riscontro nelle altre democrazie europee, per non parlare degli Usa. La scelta dell’Assemblea Costituente del 1947 era chiara e ragionevole. Ogni angolo d’Italia e ogni tendenza politica doveva essere rappresentata per ricostruire il tessuto spezzato dell’unità culturale, sociale, geografica.
Da allora il mondo è cambiato radicalmente. [...]
Seconda causa,  i cittadini sono espropriati del loro diritto di scegliere il proprio rappresentante. E’ la famosa questione di un sistema elettorale iniquo che Pdl e Lega si ostinano ancora a difendere. E’ singolare che questa legge, proposta e rivendicata dal ministro Calderoli, sia attribuita quasi solo alla responsabilità del Premier.

Mi chiedo allora se sia più forte questa disistima ovvero la volontà dei destinatari di lasciare tutto immutato.
Per questo da tempo con Prossima Italia sostengo che ci debbano essere metà parlamentari e che debba essere restituito il diritto di scelta agli elettori. Se non si farà con una nuova legge elettorale, il Pd promuova vera primarie per la composizione delle liste (e delle priorità con cui essere inserite). Sto chiedendo tanto?



    

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permalink | inviato da Andrea Civati il 14/7/2011 alle 17:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
26 giugno 2011
Babe, maialino coraggioso
In tempi di Bisignani, di potere occulto, di P3 e P4, di finanziamenti, per così dire, poco trasparenti. In tempi dove i rimborsi elettorali li prendono ancora Forza Italia, i DS e la Margherita (che non esistono più da anni), Pippo ricorda che le "buone cause" si possono (e si devono) sostenere alla luce del sole.

Si può mettere un "obolo" nel famoso porcellino-salvadanaio per un progetto meritevole e di valore.Prossima Italia è uno di questi.

PS Per esempio, Obama chiede cinque dollari a ciascuno per la sua campagna. Cinque dollari da tutti per non chiedere a petrolieri e produtttori d'armi i fondi per la politica.




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permalink | inviato da Andrea Civati il 26/6/2011 alle 0:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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