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Pippo For Secretary

C’è una porzione importante della torta elettorale che il centrosinistra potrebbe intercettare ma che i dirigenti del mio partito sembra non abbiano alcuna voglia di rappresentare. Mi chiedo io: ma perché? Ci vogliamo suicidare? Mi spiego meglio.

Mi sembra piuttosto evidente che in questa fase della nostra storia esiste una ‘società civilissima’ che potrebbe costituire per il centrosinistra un vero e proprio serbatoio di rinnovamento. Compito del nostro partito dovrebbe essere quello di trasformare questa energia in proposta politica, e di coinvolgere i cittadini attraverso campagne di opinione e proposte coerenti.

Ecco, provo a esprimermi meno in politichese: il Pd, per non farsi travolgere dalla dittatura tecnocratica e per non finire schiacciato dai forconi dell’antipolitica, dovrebbe sorridere e sghignazzare un po’ meno quando i nostri avversari parlano di ‘partito liquido’; e dovrebbe invece spicciarsi a trasformarsi in un partito aperto, veloce, più americano, e fatto, e guidato, non dalle stesse persone che ci guidano con risultati non folgoranti da ormai una ventina di anni. In questo senso limitarsi a dire che Beppe Grillo è un pallone gonfiato che prima o poi sarà destinato a sgonfiarsi è, a mio avviso, sintomo di un grave deficit di lungimiranza politica. I grillini sono elettori in cerca d’autore che si rifugiano dietro la maschera di un comico nell’attesa di trovare un attore migliore, e anche per questo se il segretario del mio partito non capirà che il Pd va aperto anche a queste realtà, ai famosi ‘esuli in patria’ come da definizione di Ilvo Diamanti, è ovvio che poi uno deve trarre le sue conseguenze”.

Pippo Civati in un'intervista concessa al Il Foglio.

Il alcuni casi qualsiasi commento è superfluo. Questo è uno di quei casi.

Pubblicato il 24/4/2012 alle 15.15 nella rubrica Diario.

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